sabato 19 aprile 2008

LA STRAGE CONTINUA…
Ogni anno sono numerosi i ricci che vengono travolti dalle ruote dei veicoli durante la notte, perché essi apprezzano molto la facilità di procedere sulle strade. Ma possibile che non si possano evitare, fate più attenzione!!!
Conosciamo questo simpatico animale. Il riccio è un mammifero appartenente all'ordine degli insettivori, famiglia Erinaceidi. È diffuso in tutta l'Europa e in gran parte dell'Asia settentrionale; vive nella macchia e nei boschi sia in pianura che in montagna al di sotto dei 1600 mt, e si può trovare anche in campi, praterie e giardini. È lungo una trentina di centimetri, di cui due o tre spettano alla coda; ha il capo largo ed il muso piccolo e appuntito, gli occhi sono piccoli e scuri, le orecchie sono larghe, corte e arrotondate. Il tronco è tozzo, sostenuto da zampe brevi, con lunghe dita armate di robusti artigli. Le parti dorsali, dalla fronte alla coda, e i fianchi sono ricoperti da aculei (che sono peli modificati) brevi (2-3 cm) e duri, di colore grigio con l'apice biancastro; le parti inferiori sono invece rivestite di peli brunastri. La femmina è più grande del maschio e partorisce tra aprile e settembre 4 o 5 piccoli che nascono con la pelle chiara e delle macchioline, in corrispondenza delle quali crescono poi gli aculei che all'inizio sono interamente bianchi, radi e morbidi; dopo circa sei settimane essi sono completamente indipendenti. Di indole poco socievole, ha abitudini crepuscolari e notturne, mentre durante il giorno si nasconde nella propria tana di paglia e foglie, situata nelle cavità dei tronchi, sotto le rocce o nei cespugli. Procede sul terreno lentamente, esplorando e fiutando qualsiasi oggetto che incontra: la vista è poco sviluppata, mentre ha un udito ed un olfatto finissimi, riuscendo addirittura a sentire gli insetti muoversi sotto terra. Caratteristico è il suo modo di difendersi: al minimo rumore sospetto l'animale fa un salto sulle quattro zampe per colpire con gli aculei qualsiasi cosa si trovi vicino. Dopo di che si appallottola stretto, nascondendo capo e zampe, trasformandosi in una sfera spinosa difficilmente attaccabile; adotta la stessa tattica anche quando gli succede di cadere da un muro o di scivolare lungo un pendio: in tal modo evita di ferirsi. La sua dentatura è completa, formata da 44 denti aguzzi e taglienti, ed è particolarmente adatta a triturare gli insetti. Oltre a questi si ciba di molluschi, lombrichi, ranocchie, lucertole, piccoli mammiferi, nidiacei e anche frutti; si dice che sia un abile cacciatore di vipere, che afferra per il collo rompendo loro la colonna vertebrale. Alcuni affermano che il riccio è immune dal veleno delle vipere, in realtà è solo molto abile a difendersi dal loro morso velenoso.